l’ANPI e la TAV

“ANPI e la Tav: nessuno pensi di tirarci per la giacchetta, non spetta alla nostra Associazione prendere posizione o esprimere giudizi di merito sull’ opera. Raccomandare il dialogo e condannare la violenza, questo è il nostro compito. Il nostro dovere.”

Questo in sintesi la posizione dell’Anpi espressa dal presidente nazionale, Carlo Smuraglia.

Che spiega: “Ancora una volta, c’è chi cerca di tirare per la giacca l’ANPI perché prenda una posizione “non ambigua” sulla vicenda della Tav, sul movimento no tav e sulla stessa democrazia. E’ curiosa, questa insistenza, quando si tratta di una materia su cui, in queste stesse colonne, ci siamo espressi in termini chiari e netti (ma forse anche qualcuno tra i nostri iscritti preferisce altre letture), che possono essere benissimo contestati, purché con argomenti seri e non contraddittori, sui quali si possa comunque discutere e confrontarsi”.

Ricorda ancora Smuraglia: “Nel numero 26 delle news (quello della settimana scorsa), parlando degli insulti al dott. Caselli, che trovo – come tanti altri – ingiustificabili e inammissibili, ho scritto che “non spetta all’ANPI prendere posizione, tanto meno dare un giudizio sull’opera su cui si stanno verificando contrasti e opposizioni, (la Tav), e decidere se essa si debba fare o meno. E ho aggiunto che ciò che l’ANPI può e deve dire è che da un lato il metodo migliore per sciogliere nodi così complessi è sempre  e comunque quello del dialogo e del confronto e dall’altro che in ogni caso la violenza va sempre respinta, in qualunque forma (verbale o fisica) essa sia espressa”.
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Per un governo di rigore e di equità

Pubblichiamo di seguito un’interessante relazione del presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia, al Consiglio nazionale svoltosi il 31 marzo e il 1° aprile; come analisi e riflessione per la situazione attuale e per la vita dell’associazione.

Sommario: 1. Premessa – 2. La situazione politica: a) la situazione interna e il Governo “tecnico”; b) questione morale e questione politica; c) la situazione internazionale; d) i cittadini. 3. Ruolo e iniziativa dell’ANPI. 4) Tutto bene, dunque? Un quadro variegato e complesso (tesseramento, militanza, comunicazione; la “memoria”, la questione della “memoria condivisa”, le donne, i giovani, le generazioni intermedie). 5) L’orientamento e l’identità dell’ANPI. 6) Il metodo e i comportamenti, nella vita dell’ANPI. 7) Conclusioni.
Anzitutto consentitemi un saluto affettuoso a tutti gli intervenuti. È la prima volta che si riunisce il Consiglio Nazionale, nella nuova composizione decisa dal Congresso; ed è la prima volta che si riunisce comunque, dopo il Congresso.
Un saluto particolarmente caldo va alla Presidenza onoraria, che oggi è qui riunita per partecipare al dibattito ed alla quale, per la sua composizione e per la peculiare storia personale di ciascuno dei suoi componenti, è dovuto il più profondo rispetto e il più affettuoso senso di fraternità e vicinanza.
Fa piacere incontrarci in tanti, per discutere e confrontarci in una fase particolarmente complessa della vita nazionale; io credo molto nella partecipazione e nella discussione, nella forma più libera, anche se abbiamo dovuto stabilire alcune regole, col consenso di tutti, perché questa è pur sempre un’Assemblea e non un incontro occasionale fra iscritti; un’assemblea che completa, in un certo senso, il quadro che abbiamo già cercato di delineare col Congresso e dopo, in una direzione di maggiore equilibrio non solo territoriale ma anche di genere.

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