GIU’ LE MANI DAL 25 APRILE!

La proposta di abolizione delle festività laiche del 25 Aprile, 1 Maggio e 2 Giugno, contenuta nel decreto all’esame del Parlamento, è un atto di arroganza politica e di scempiaggine culturale.

Non avrà alcun effetto positivo sull’economia del Paese, che avrebbe bisogno di ben altre e più coraggiose misure, ma in compenso servirà a condurre con altri mezzi la battaglia che questa maggioranza e questo governo stanno conducendo da tempo per cancellare la nostra storia recente, scritta nella Carta Costituzionale e che trae origine dall’antifascismo e dalla Resistenza.

Il 25 Aprile è la festa della nuova Italia, della Liberazione dal nazifascismo, ha lo stesso valore simbolico del 14 luglio dei francesi, che pur avendo avuto nella loro storia tanti governi di destra, non si sono mai sognati di mettere in discussione quella data. Il 2 Giugno è la festa della Repubblica, è la nascita dello Stato in cui oggi viviamo e infine il 1 Maggio i lavoratori lo festeggiavano, di nascosto e con grande pericolo, anche durante il regime fascista. Figurarsi se oggi ci rinunceranno perché lo chiedono personaggi ormai da operetta come Berlusconi, Bossi e Tremonti.

Dunque quella proposta non avrà nessun effetto, perché l’ANPI assieme a tutte le forze politiche e sociali che lo vorranno, continuerà a festeggiare il 25 Aprile proprio il 25 Aprile, il 2 Giugno proprio il 2 Giugno e darà tutto l’appoggio possibile ai sindacati per festeggiare il 1 Maggio proprio il 1 Maggio. Bene allora la raccolta di firme lanciata dal PD, benissimo la levata di scudi del sindaco Mangialardi che si è detto pronto a festeggiare il prossimo 25 Aprile proprio il 25 Aprile.

Siamo certi che tantissimi cittadini, di ogni orientamento politico e culturale, di ogni estrazione sociale, saranno con noi nelle piazze nei giorni giusti, con più entusiasmo che mai.