“Nelle scuole libri di testo comunisti”

Questa volta l’attacco è rivolto ai libri di storia, con la proposta di istituire una commissione parlamentare per esaminare i libri di testo ed eventualmente imporne il ritiro dal commercio. La destra italiana non è nuova a tentativi di attaccare la pubblica istruzione, soprattutto quando insegna la storia recente. A detta dei deputati della pdl capitanati da Gabriella Carlucci i testi scolastici incriminati sarebbero strumenti di indottrinamento e propaganda elettorale antiberlusconiana. Come dire che lo studio scientifico della storia è incompatibile con l’imposizione di un’unica opinione che la propaganda berlusconiana vorrebbe.

Ci sentiamo in ogni caso in dovere di ricordare che la proposta ricorda fin troppo la censura fascista e che la Costituzione garantisce libertà e autonomia all’insegnamento. Questo è ciò che rende la scuola pubblica libera, altrimenti è scuola di regime.

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